- riunire tutti gli organizzatori del Wesak in Italia, celebrato sia con il rituale buddista che con quello acquariano, su un unico sito
- coinvolgere tutte le persone interessate a far crescere il Wesak in Italia e nel Mondo
- fare chiarezza su che cos’è il Wesak, quali sono le sue origini nella cultura buddista e come viene celebrato dai buddisti e quando, come e perché è nato il rituale Acquariano, e quali sono le sue caratteristiche.
A tal scopo si è svolto ad Assisi il 7 ed 8 ottobre 2006 il I° Incontro Nazionale fra gli Organizzatori del Wesak in Italia cui seguirà il 24 e 25 novembre 2007 il 2° Incontro Nazionale, sempre ad Assisi .
I partecipanti all’Incontro hanno scelto di far parte del Progetto Coordinamento Wesak condividendo i seguenti principi:
Il Wesak è una meditazione, è un contatto in meditazione con il Buddha, il Cristo e i Maestri di Saggezza, ed è fondamentale che i partecipanti siano guidati con saggezza a tale livello di coscienza. Per far ciò è necessario che i conduttori siano delle persone che praticano la meditazione e siano in grado di entrare in contatto interiore con i Maestri, in modo da poter condurre a tale incontro anche i partecipanti all’evento.
I partecipanti a loro volta devono essere aiutati ad entrare in uno stato meditativo utilizzando la ripetizione di mantra, una respirazione consapevole e visualizzazioni adeguate.
Wesak pubblici
Il Wesak, come indicato dal Maestro DK, va diffuso e fatto conoscere pubblicamente.Ogni organizzatore è libero di decidere l’ampiezza che desidera dare alla celebrazione. C’è chi lo celebra con grandi numeri nei palazzetti dello sport e chi preferisce gruppi più piccoli.Vanno bene entrambe le modalità.I megaraduni in occasione del Wesak sono positivi in quanto possono essere utili a far conoscere questa cerimonia ad un grande numero di persone ma raramente riescono a realizzare una profondità meditativa. I gruppi più piccoli, per quanto possano garantire una meditazione più profonda, se rimangono circoscritti all’interno della propria associazione o cerchia di amici mancano l’obbiettivo di far conoscere pubblicamente il Wesak.
Dov’è possibile si possono celebrare due cerimonie: una all’ora esatta del plenilunio (che capita spesso in orari poco accessibili) limitata ad un gruppo ristretto e l’altra, in orario serale ampiamente pubblicizzata ed aperta a tutti gli interessati.
La generazione di un campo di Amore di Luce durante il Wesak è comunque la caratteristica più importante dei Wesak e non dipende dal numero dei partecipanti, ma dalla qualità della meditazione e dalla profondità del contatto con il Buddha, il Cristo ed i Maestri di Saggezza. Per questo, oltre ai megaraduni che hanno la loro funzione, è estremamente importante diffondere la celebrazione del Wesak in tutte le città, anche in piccoli gruppi, ma capaci di una Meditazione Profonda.
Il Wesak è un incontro che deve essere assolutamente gratuito e va evitata qualsiasi strumentalizzazione ed operazione commerciale dell’evento, come vendita di libri, cd, promozione di corsi, a meno che non siano attività svolte per beneficenza. Ovviamente possono essere raccolte offerte per la copertura dei costi organizzativi.
Il Wesak non è proprietà di chi lo organizza e conduce, è un servizio nei confronti della Gerarchia Spirituale. Va evitata ogni modalità che possa condurre ad un’esaltazione egoica del conduttore.
Il rituale fondamentale della cerimonia del Wesak consiste:
Visualizzazione della Valle del Wesak, con il Cristo di fronte la coppa di cristallo contenente l’acqua e circondato dai Maestri di Saggezza.
Visualizzazione dell’arrivo del Buddha, della sua unione con il Cristo e loro benedizione dell’acqua, dei fiori e dei partecipanti durante 8 minuti di silenzio.
Ripetizione della Grande Invocazione e di 12 OM.
Al di là di questi punti essenziali, ognuno è libero di inserire le preghiere, i canti e i mantra che preferisce.
La Grande Invocazione non va modificata ma va spiegata.
Sono state evidenziate alcune espressioni della Grande Invocazione che possono disturbare o essere mal interpretate dai partecipanti.
La parola Potere è generalmente associata a delle manifestazioni egoiche, quando si pensa infatti ad un uomo o ad una persona di potere non vengono in mente Gesù, Gandhi o il Dalai Lama, ma persone di potere politico, finanziario, militare. Questo perché la parola Potere è stata connotata culturalmente in tal senso. I partecipanti vanno informati di ciò ed indirizzati a re-interpretare la parola Potere in modo positivo, parafrasando un insegnamento spirituale che insegnamento spirituale che afferma che nel mondo ci sarà la pace quando “l’amore del potere sarà sostituito dal Potere dell’Amore”!
Anche l’espressione e “possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede” chiamando in causa l’esistenza del male può disturbare, in quanto porta l’attenzione a focalizzarsi sul pensiero della negatività. Ai partecipanti va sottolineato che tale affermazione viene effettuata dopo aver invocato la Mente, il Cuore e la Volontà di Dio e realizza una vera e propria purificazione ed eliminazione dalla propria aura e dall’aura del gruppo di ogni negatività. Se il gruppo è forte il beneficio di questa affermazione può superare l’ambito del gruppo e ripulire anche l’aura della città.